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Racconti strip poker

Racconti strip poker

Non ci avevo messo molto a convincerla a partecipare. Lei aveva il volto quasi schiacciato contro la parete. Ogni tanto sentivo lo sguardo dei due volgere verso il tavolo verde. Anche se io non potevo vedermi la scena essendo di spalle. Chi si stava gustando il panorama cercando di rimanere impassibile era proprio Gianluca che sedeva di fronte a me, in direzione esattamente opposta e rivolta alla coppia alle mie spalle. La prima mano la vinse Raffaele e Poco dopo aver passato il gettone del dealer avevo sentito una lingua leccarmi il collo. Nicole mi leccava il collo e io sorridevo, ma senza dimostrare molto trasporto. Il cazzo mi stava esplodendo, ma non ero io a dover essere preso di mira.

Nicole aveva alzato lo sguardo senza togliere la lingua dal mio collo e in pochi secondi aveva fatto uscire due tette perfette che ora guardavano i presenti con quei capezzoli rosei e polposi. Tags rapporto sessuale sesso con amica sesso in vacanza. Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Sito web. Quella caldissima partita di poker con Irene Racconti Etero 2, Conobbi Irene nella lontana estate del , io avevo 20 anni e lei Andai in villeggiatura in un paesino nel Cilento con la mia famiglia ed il mio affezionatissimo cugino, Luca, che vedevo solo nelle vacanze estive perché lui viveva al Nord.

Era la prima volta che andavamo in questa località di mare, quindi cercammo di fare nuove amicizie. Conoscemmo un ragazzo molto simpatico in spiaggia, col quale giocammo a riva col pallone fino a tardo pomeriggio. Se qualcuno propone di fare qualche follia, non sono certo io quella che dice che non se la sente. Se in una sera, tra amici, qualcuno tira fuori un mazzo di carte e propone uno strip poker, non sono certo io quella che fa la difficile e rovina la sera a tutti. Se poi c'è da giocarsi le mutande, me le gioco. E se le perdo, poco male, me le tolgo e faccio vedere a tutti la mia merce. Non è certo un dramma, anzi.

Della mia merce vado fiera e, se la devo mostrare, la mostro con piacere. Ma stasera è diverso. Il fatto è che non mi va di giocarmi la mutande già alla terza smazzata, quando tutti gli altri sono ancora completamente vestiti, scarpe comprese. Un po' è che è estate e ci si veste con poco. Un po' è che non avevo previsto che stasera avremmo concluso col pokerino e non mi ero attrezzata. E poi è stata soprattutto la sfiga. Alla prima mano ho perso le scarpe. Poco male: Alla seconda avevo un full di regine e fanti. Potevo mica non giocare!? Peccato che Isabella sia venuta a vedermi e aveva quattro re.

Vestitino intero, cioè praticamente tutto il mio abbigliamento, visto che sotto ho solo uno striminzito perizoma. E già questo mi ha fatto girare le palle. Adesso me ne sto qui con solo il triangolino nero che non basta neppure a coprirmi tutti i peli e non mi va di lasciarci subito anche quello. No non sono una moralista. Sono dispostissima a perderlo, ma non adesso. Tra un po', quando la serata si sarà scaldata e anche Luca, Isabella ed Andrea saranno in mutande.

Ma adesso non è il caso. Cosa faccio? Luca e Isabella hanno passato. Andrea ha cambiato tre carte e vuole giocare. Io ho quattro nove. Non è mica poco. Troppo per ritirarmi, ma anche troppo poco per rischiarci le mutande alla terza mano. E poi la lotta è impari. Se perde il mio ragazzo, al massimo ci lascia le scarpe. Rischio e vado a vederlo o rinuncio e mi ritiro? Ma d'altra parte, se non gioco con un poker, quando gioco? Lo sapevo io che dovevo starmene buona. Naturalmente non ho resistito alla tentazione di rischiare e naturalmente i miei quattro nove non sono serviti a niente.

Aveva quattro re, il porco, e mi ha fottuta. Il perizoma me lo sono tolto senza neppure alzarmi in piedi, da sotto il tavolo, con l'aria più incazzata di questo mondo. Pretendevano anche che facessi loro lo spettacolino di alzarmi in piedi, sfilarmelo con grazia da consumata spogliarellista e fare la piroetta e l'inchino. In questo frangente, non è proprio il caso. E non mi vengano a rompere le palle che non so perdere e che non so stare al gioco. Adesso che una nuova partita è avviata, loro, i porci, si divertono un mondo, e io sono qui, tagliata fuori a stare a guardare come una pisquana le loro smazzate.

Andrea ha perso scarpe e polo e gli restano solo pantaloni e mutande, ma è in serata di grazia, brillante come non mai. Sono certa che ce l'ha già duro da fargli male e mi fa rabbia vedere come si diverte. Isabella ha perso le scarpe e la gonna, ma era stata previdente: Sono certa che lei sapeva che la serata sarebbe finita con qualche giochino di carte e di vestiti. Non per niente è stata lei ad insistere tanto perché andassimo tutti a casa loro dopo il cinema. Luca è quello che ha perso meno: Quello che mi fa rabbia è che sono tagliata fuori dal gioco, e per di più nuda.

Non posso far altro che starmene qui, tutta composta e tranquilla in attesa che la partita finisca. E per giunta, non sono neanche un po' eccitata. Che sfiga! Da dietro vedo un reggiseno bianco, quando si gira vedo un reggiseno in pizzo, molto bello che racchiude 2 bellissime tette di terza misura. Devo dire che era una visuale molto eccitante. La mano successiva perdo io e mi tolgo la maglietta, cercando delle movenze sexy ma il risultato fa ridere entrambi. Riprendiamo con il gioco e perde di nuovo lei, evvai! Lei inizia a calarseli piegandosi leggermente in avanti. Che culo meraviglioso! Se li toglie e si gira.

Davanti le mutandine erano abbastanza sgambate, non si vedevano peli, era molto curata. Non erano trasparenti, peccato! Giochiamo e perde di nuovo! Altrimenti sei un uomo morto! Si gira, ha le spalline che ciondolano lateralmente e le coppe solo appoggiate tenute su col braccio. Lentamente fa scendere il braccio rimanendo con le tette di fuori. La mano dopo perdo io.

Poker - autore Emma - Racconti erotici online di RossoScarlatto Community.

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